10 imperdibili Vini Biologici
Dal 29 al 31 gennaio, si è tenuto a Montpellier Millèsime BIO, il più importante salone europeo dedicato ai vini biologici e biodinamici. Oltre 1500 espositori, con la presenta di tutte le regioni vitivinicole francesi, numerosi espositori italiani, spagnoli, portoghesi, tedeschi, austriaci, sloveni, greci e una presenza di cantine del Nuovo Mondo, provenienti da Argentina, Cile e Nuova Zelanda. La crescente sensibilità nei confronti dei temi della sostenibilità ambientale e della transizione ecologica verso un’economia green, si riflette in tutti i settori produttivi. I vini biologici stanno conquistando quote di mercato sempre più ampie. Le nuove generazioni tendono a privilegiare il consumo di vini bio, realizzati senza utilizzo di prodotti chimici di sintesi e con utilizzo in vigna solo di zolfo e rame. Una tendenza di mercato che tenderà ad espandersi sempre di più nei prossimi anni, portando una vera rivoluzione nel settore. Abbiamo scelto 10 vini biologici imperdibili, che rappresentano eccellenze assolute della produzione nazionale.
Lo Chardonnay Brut Dosaggio Zero Vò Vallarom è un Metodo Classico che nasce nella zona di Avio, in provincia di Trento. I vini base si affinano in parte in acciaio e in parte in barrique. Prima del dégorgement riposa per almeno 30 mesi sur lattes. La scelta del dosaggio zero preserva la purezza espressiva di un grande chardonnay, che esprime profumi floreali, cenni agrumati e ricchi aromi fruttati, impreziositi da sfumature di piccola pasticceria e frutta secca.
La Nosiola Maiano Francesco Poli rende omaggio a un antico vitigno del Trentino. Le vigne sono coltivate sopra il lago di Massenza e dopo la vendemmia le uve sono vinificate con un breve appassimento. Il risultato è un vino morbido, concentrato e complesso, connotato da ricchi aromi fruttati e da un finale lungo e armonioso.
Il Grechetto Poggio Della Costa di Sergio Mottura è uno dei grandi bianchi della nostra penisola. Viene prodotto nella zona di Civitella d’Agliano ed esalta le caratteristiche di uno dei vitigni a bacca bianca simbolo del centro Italia. Vinificato e affinato solo in acciaio, esprime un bouquet fruttato e floreale, che anticipa un sorso ricco e intenso, fresco e sapido.
Un vino da scoprire è l’Albarara Cru Artigianale Albana Romagna della Tenuta Santa Lucia. Viene realizzato con le uve di albana provenienti da un cru particolarmente vocato. Dopo un affinamento sui lieviti per 8 mesi e 12 mesi in bottiglia, il vino è connotato da aromi intensi e da un sorso ampio e complesso, armonioso e molto persistente.
Il Vigna del Vulcano Lacryma Christi Bianco di Villa Dora sintetizza tutto il fascino del Vesuvio. Realizzato con un assemblaggio di coda di volpe e falanghina, è un vino dal profilo solare, connotato da fragranti aromi fruttati, impreziositi da cenni minerali di grafite e pietra focaia.
Arriva dall’Abruzzo un grande bianco, realizzato con uno dei vitigni più interessanti del centro Italia. Il Pecorino Bianchi Grilli Per La Testa dei Torre Dei Beati è il frutto di una singola parcella situata a Loreto Aprutino, in una delle zone più vocate della regione. La vinificazione in barrique e un lungo affinamento sui lieviti, contribuiscono a dare al vino un profilo complesso, ricco e profondo, con raffinati cenni di erbe officinali e tocchi balsamici.
Il Ciliegiolo Maremma Sanlorenzo di Sassotondo nasce da una selezione delle migliori uve della tenuta, provenienti da vecchie vigne coltivate su terreni tufacei nei pressi di Pitigliano. Il vino esprime tutta la fragrante freschezza fruttata tipica del vitigno, accompagnata da una ricca persistenza gustativa.
Nasce nelle terre del siracusano il Nero D'avola Pettirosso di Fausta Mansio, una versione del più famoso vitigno siciliano che esalta l’eleganza fruttata e la croccantezza del frutto, grazie a una vinificazione delicata e un affinamento in acciaio.
Il Lagrein Vigne Vecchie di Brunnenhof è il frutto di un pregiato vigneto coltivato nel cru di Mazzon, tra i più famosi dell’Alto Adige. La maturazione per un anno in grandi botti di rovere, dona al vino un carattere morbido e una buona complessità aromatica, che si sposa molto bene con carni in umido di cervo o capriolo.
Chiudiamo con il Montepulciano d’Abruzzo Mazzamurello di Torre dei Beati, un vino intenso e strutturato, realizzato con un affinamento di oltre 20 mesi in barrique di rovere francese. Il carattere fruttato, speziato e floreale conquista fin dal primo calice e lo rende perfetto da abbinare a un brasato o a della selvaggina in umido.
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